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 Warez
Scritto da yasharikerdv - 18-01-12 08:22 - 0 risposte
dlya kompa darom letitbitnet muzyka snyat kvartiru jurnal katalog
Visitato 1 volte - Rispondi   Print email

 Полезная и&
Scritto da yasharikerdv - 10-01-11 03:49 - 0 risposte
Любительская астрономия и космос. Интересные факты о планетах и звезда, книги и статьи об астрономии, фотогалерея звезд и планет.
геология - комплекс наук о составе, строении и истории развития земной коры и более глубоких сфер Земли
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Пришло время задаться вопросом, что такое философия. Но ответ должен не просто вбирать в себя вопрос- нужно, чтобы им еще и определялись момент и ситуация
Веселая химия. Невероятные превращения веществ, с шумными фейерверками, неожиданными переливами цвета! Почувствуйте себя волшебниками, устройте химическое
естетика как термин возникает в употреблении Баумгартеном в 1754 году для обозначения стратегии исследования чувственного знания.
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 Ferragosto
Scritto da kubilhai - 15-08-07 09:00 - 3 risposte
Oggi vado a Buraaanoooooooo! 474988_eheh.gif

Ciau
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 Lodi: Aggredito Vice Presidente Lav
Scritto da BabyPhobe - 6-07-07 16:50 - 0 risposte
05/07/07 - Lodi: Un allevatore quarantenne di Mulazzano (Lodi) ieri sera ha aggredito il Vicepresidente della LAV Roberto Bennati all’ingresso di una sala del Comune di Lodi dove la LAV stava per dare inizio a una conferenza stampa per presentare un video-denuncia che documenta gravi illegalità compiute ai danni di mucche da latte a fine carriera ...
AGGREDITO IL VICEPRESIDENTE DELLA LAV: UN ALLEVATORE, A LODI, TENTA DI BLOCCARE LA CAMPAGNA LAV SULLO SCANDALO DELLE ILLEGALITA’ AI DANNI DELLE “MUCCHE A TERRA”. DENUNCIATO PER LESIONI PERSONALI.

Un allevatore quarantenne di Mulazzano (Lodi) ieri sera ha aggredito il Vicepresidente della LAV Roberto Bennati all’ingresso di una sala del Comune di Lodi dove la LAV stava per dare inizio a una conferenza stampa per presentare un video-denuncia che documenta gravi illegalità compiute ai danni di mucche da latte a fine carriera (cioè giunte alla fine di un intensivo ciclo di produzione e sfruttamento) nel macello Calzi a Bertonico (Lodi), ma anche in altre strutture in Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte.

L’allevatore, identificato e portato in Questura grazie all’intervento della Polizia di Stato, è stato denunciato per lesioni personali: ha colpito il Vicepresidente della LAV al collo e all’orecchio provocando lesioni guaribili in alcuni giorni. Ai fatti hanno assistito alcuni testimoni. L’aggressione non ha però impedito lo svolgimento della conferenza stampa che ha avuto luogo regolarmente.

“Questa aggressione è la drammatica testimonianza della barbara involuzione del problema delle illegalità commesse ai danni delle mucche giunte a fine produzione, documentate dalla LAV in alcuni allevamenti e macelli, e rese pubbliche al fine di impedire nuove violazioni e garantire il rispetto della normativa in materia - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - Da mesi, su questo tema registriamo una netta ostilità da parte degli allevatori che difendono il loro tornaconto trascurando il benessere di animali ai quali la normativa riconosce una sia pur minima protezione; animali provati da anni di sfruttamento economico, e quindi fisico, in quanto animali ‘da reddito’, che ci si ostina a considerare oggetti e non esseri viventi”.

Il video mostrato dalla LAV ieri a Lodi, documenta che gli animali sono stati trasportati in violazione dell'art.12 del Decreto Legislativo 333/98, relativo alla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento, secondo cui “gli animali feriti o malati devono essere abbattuti sul posto”, e in violazione del decreto legislativo 532/92 (modificato dal D.Lgs.388/98), relativo alla protezione degli animali durante il trasporto, secondo cui devono essere "trasportati soltanto animali idonei a sopportare il viaggio previsto" e gli animali gravemente malati o feriti non sono considerati idonei al trasporto. Il nuovo Regolamento (CE) n.1/2005 che dal 5 gennaio 2007 ha sostituito il decreto legislativo 532/92 (modificato dal D.Lgs.388/98) ha rafforzato e specificato il divieto di trasportare animali non idonei (non in grado di spostarsi autonomamente senza sofferenza o senza aiuto; in presenza di ferite o prolasso), proibendo il ricorso a metodi coercitivi (calci, sollevare animali per coda, orecchie, ecc.) e di arrecare lesioni o sofferenze inutili durante il trasporto di animali idonei.
La pratica di trasportare le “mucche a terra” (sono definiti così gli animali da latte a fine carriera che non riescono più a sostenersi per le fatiche e lo sfruttamento sopportato, il peso e/o l'età) ancorché vietata, è molto frequente. Questo perché il trasporto dell’animale già morto ne ridurrebbe notevolmente il prezzo.
Negli gli allevamenti visitati sono state raccolte testimonianze per cui le “mucche a terra” non vengono macellate o sottoposte a eutanasia in azienda, bensì caricate su un camion e trasportate al macello, descrivendo i metodi per caricarle sui camion come segue: con l’ausilio della pala di un trattore o di un elevatore a forca; facendole rotolare su una piattaforma, che viene poi portata con un elevatore a forca dentro il camion, lasciando poi rotolare giù dalla piattaforma la mucca; sollevandole con due cinture fatte passare sotto l’animale, per spostarlo poi all’interno del camion. Tutte pratiche fuorilegge.
06/07/2007
LAV Lombardia: lav.lombardia@infolav.org cell. 320.4788075 www.lav.lombardia.it
Ufficio Stampa LAV Sede nazionale 06.4461325 cell. 339.1742586 www.lav.it06.4461325 cell. 339.1742586
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 Sferruzzare, Che Passione
Scritto da BabyPhobe - 5-07-07 14:02 - 0 risposte
Sempre più "cool" la mania del knitting, o tricotage: lavorare la maglia, ai ferri o all'uncinetto
Si moltiplicano i Knitting Café, nascono nuove forme d'arte e movimenti anche "politici",L'appuntamento è fino al 7 luglio alla Stazione Leopolda
In mostra il "Family Dress" e le opere di artisti internazionali


SE pensate che sia roba da vecchie zitelle e Nonne Papere, non avete capito niente. Se la parola tricoteuses vi fa pensare solo alle popolane sdentate che sferruzzavano davanti alla ghigliottina in attesa che rotolassero le teste, le vecchie zitelle siete voi. Quel rumorino veloce - tìcchi-tìcchi se i ferri sono di metallo, tàcche-tàcche se sono di legno - che evoca pomeriggi invernali con mamma o nonna a fare sciarpe (o quei costumi da bagno che quando uscivi dall'acqua diventavano zavorre), oggi risuona non solo nelle case, ma nei caffé, nelle gallerie d'arte, negli showroom di tendenza. E nel cuore di migliaia di appassionati (pure uomini) illuminati dalla rivelazione del knitting, del tricotage. Insomma, il lavoro ai ferri, o all'uncinetto. Rilassa, diverte, fa socializzare. E alla fine, tra una chiacchiera e un cappuccino, magari ti ritrovi con un pullover. O con un'opera d'arte.

La creatività dei knitters si declina in molti modi. Di fatto, tirar fuori un maglioncino è l'ultimo degli obiettivi. Le celebrities di Hollywood l'hanno capito subito. Ne abbiamo viste parecchie, sui rotocalchi, a contare un dritto e un rovescio, un dritto e un rovescio. Julia Roberts è produttrice e protagonista di un film, che uscirà nell'estate del 2008, dal romanzo di Kathleen Jacobs, titolo The Friday Night Knitting Club. I Knitting Café si diffondono nel mondo. Il più cool di New York sta al Greenwich, si chiama The Point, lo slogan è "Eat, Knit and Be Happy".

L'Italia sta al passo. Da Milano (Triennale Bovisa) a Torino (La compagnia del cotone), da Palermo (ristorante Volo) a Firenze (Melbook Store, ristorante Nana Muta) ad Alessandria (McDonald's). In Trentino alcuni hotel offrono weekend "sferruzzanti". Alla Toscana la palma dell'originalità con l'iniziativa "Andata e ritorno": lezioni sul treno Firenze-Carrara (quello che parte dal capoluogo il mercoledì alle 16.57), e sul Carrara-Firenze (partenza il giovedì alle 9.28).

"Anima" dei knitters d'Italia, il progetto Do Knit Yourself. Nato come tema di laboratorio per gli studenti della Naba, Nuova accademia di Belle arti di Milano, è il punto di riferimento del popolo sferruzzante. E il motore di un'iniziativa in corso fino a sabato 7 luglio alla Stazione Leopolda di Firenze: il primo Raduno Nazionale dei Knitters, factory d'arte, moda, design. Si chiacchiera e si fanno pasticci di lana e cotone.

L'iniziativa è l'occasione per presentare il "Family Dress", nato grazie alla collaborazione di La Pina e Diego, i conduttori di Pinocchio, su Radio Deejay, che hanno lanciato il progetto "Uniamo le pezze". Negli ultimi quattro mesi hanno chiesto agli ascoltatori di inviare lavori a maglia, di qualunque misura e colore, anche incompleti. L'adesione è andata oltre le previsioni. Le pezze si sono unite nel "Family Dress", dieci personaggi in un unico pezzo, e un cane: una famiglia del terzo millennio, personalità diverse e cementate dalla voglia di fare. Alla Leopolda ci saranno anche le sculture all'uncinetto di Aldo Lanzini De Agostini d'Aviance, e le creazioni degli artisti giapponesi Fumio e Natsumi Tachibana.

La knitting-mania assume le forme più varie. Ad esempio, il Knittivism, unione di "knite" e "attivism", lavorare a maglia per scopi politici. Un esempio: il carrarmato rivestito con un patchwork di maglia rosa, piazzato un anno fa davanti al Centro d'arte contemporanea di Copenaghen, per protesta contro la partecipazione della Danimarca alla guerra in Iraq. KnittaPlease, invece, è la nuova frontiera della Street Art. Nato a Houston nel 2005, è un movimento formato da donne di ogni età e professione che, nottetempo, escono di casa e "vestono" lampioni, cartelli stradali, antenne delle autoradio, pilastri di cemento. E ci mettono la firma: una tag, con la scritta "I love Knitta".

(5 luglio 2007)
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 Va Al Pronto Soccorso Per Una Crisi Di Ansia
Scritto da BabyPhobe - 5-07-07 13:18 - 0 risposte
E' successo a Genova, a Sampierdarena. Una donna era andata all'ospedale in "stato ansioso"
Dopo i controlli il dottore mette per iscritto il suo consiglio terapeutico, con tanto di frequenza


GENOVA - Il disturbo: ansia. La cura del medico: sesso, ma con moderazione. "Farlo due volte alla settimana, non di più". Questa la prescrizione che un dottore in servizio al pronto soccorso dell'ospedale genovese Villa Scassi ha fatto ad una giovane donna affetta da "stato ansioso". La visita è stata effettuata lunedì scorso, nel pomeriggio. La notizia è stata riportata questa mattina dal quotidiano di Genova "Corriere Mercantile".

La donna si è presentata nel punto di primo soccorso del nosocomio di Sampierdarena afflitta da una profonda agitazione. Il medico l'ha visitata a lungo effettuando anche una visita ginecologica. Dopo avere esaminato gli esiti della misurazione della pressione, dei battiti cardiaci, della respirazione in correlazione alle altre visite, il sanitario ha messo per iscritto il suo consiglio: "Fare sesso due volte alla settimana, non di più" per curare i sintomi di ciò che ha definito, sempre per iscritto, un semplice "stato ansioso".

(5 luglio 2007)
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 "anche Il Cane Di Famiglia
Scritto da BabyPhobe - 4-07-07 23:16 - 0 risposte
Una sentenza della Cassazione sul caso
di una passante morsa da un animale domestico


ROMA - Anche il cane domestico può diventare pericoloso. Lo sottolinea la Cassazione in una sentenza che si è occupata del caso di un proprietario di un cane da guardia che, privo di museruola, era uscito dalla casa mentre si stava chiudendo il cancello automatico e si era avventato contro una passante, addentandola ad un polpaccio.

Giacinto A., era stato inizialmente condannato per lesioni colpose conseguente all'omessa custodia del cane (il reato è poi caduto in prescrizione) e la Suprema corte ne ha approfittato per ricordare che "pericolosi per l'altrui incolumità devono ritenersi non soltanto gli animali in cui la ferocia è caratteristica naturale ed istintiva ma tutti quelli che, sebbene domestici, possono diventare pericolosi in determinati casi e determinate circostanze".

Inutilmente, il proprietario del cane (un incrocio tra un pastore tedesco e un maremmano) ha protestato in Cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Ancona, sostenendo che il legittimo proprietario del cane era il figlio e che in ogni caso non era stata provata la pericolosità dell'animale.

La Quarta sezione penale ha bocciato il ricorso rilevando che davanti alla legge tutti i cani "possono diventare pericolosi, anche quelli normalmente mansueti". Per tale categoria, infatti, scrivono i supremi giudici, "la pericolosità deve essere accertata in concreto considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante".

Quanto poi al fatto che la contestazione era stata mossa al padre del legittimo proprietario, la Suprema corte ricorda che "in tema di custodia di animali, l'obbligo sorge ogni volta sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l'animale e una data persona posto che l'art. 672 C.P. relaziona l'obbligo, di non lasciare libero l'animale o di custodirlo con le debite cautele, al possesso dell'animale, possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto" dell'animale.

(4 luglio 2007)
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 Verona, Donna Uccisa Dai Carabinieri
Scritto da BabyPhobe - 4-07-07 22:59 - 0 risposte
La donna, 51 anni, titolare di un piccolo ristorante, aveva appena ritirato 40 mila euro
frutto di un ricatto. Fermata dalla pattuglia che l'aveva seguita ha quasi investito due militari


VERONA - Aveva appena ritirato 40 mila euro frutto di un'estorsione ai danni di un funzionario dell'ispettorato del lavoro. I carabinieri l'hanno circondata e fermata, lei, titolare di un ristorante etnico, ha cercato la fuga in auto. Non si è fermata all'alt della pattuglia e un colpo di pistola sparato da un militare dell'Arma l'ha freddata. Così è morta Susanna Venturini, 51 anni, incensurata, madre di tre figli di San Pietro di Legnago.

Alle due del mattino, su un'area di servizio della Transpolesana Verona-Rovigo, l'inizio della carriera criminale di questa piccola imprenditrice, titolare di un 'kebab' a San Pietro di Legnago, ha trovato un epilogo di sangue. Ricattava una funzionaria dell'Ispettorato del Lavoro di Verona, chiedendole soldi sotto la minaccia di rivelare ai magistrati presunti, ma inesistenti, fatti di corruzione di cui sarebbe stata responsabile.

Ma la vittima dell'estorsione, un donna di 50 anni, funzionario integerrimo, l'aveva denunciata da subito ai carabinieri. La notte scorsa, quando aveva concordato luogo e ora della consegna del denaro, Susanna Venturini ha trovato ad aspettarla gli investigatori. Vistosi scoperta è fuggita in auto, tentando di investire i militari. Questi hanno reagito, sparando cinque colpi d'arma da fuoco, uno dei quali è stato fatale per la 51enne, spirata prima dell'arrivo dei sanitari.

Una dipendente della donna, Sonila Tufina, un'albanese di 32 anni, è stata arrestata subito dopo con l'accusa di concorso in estorsione aggravata. Nell'area di servizio della 'Total', ad Isola Rizza (Verona), posto concordato per la consegna dei soldi, c'era andata prima lei, con un'altra auto, per vedere che non vi fossero le forze dell'ordine. Un incarico di 'staffetta' che avrebbe fruttato all'albanese una piccola parte del bottino, alcune migliaia di euro.

Susanna Venturini, comunicando sempre tramite sms con la sua vittima, aveva dato l'indicazione precisa su luogo e ora della consegna dei soldi, 40 mila euro in contanti. I carabinieri, che intercettavano i telefoni della donna e della sua vittima, avevano predisposto la trappola, appostandosi nei pressi dell'area di servizio. Non appena Venturini ha preso i soldi, da un cestino dei rifiuti, è stata circondata dai militari che le hanno intimato l'alt. La donna è salita di scatto sulla sua Scenic, partendo a forte velocità e tentando di investire due carabinieri, che si sono salvati gettandosi a terra. Uno dei militari ha estratto l'arma di servizio e ha esploso cinque colpi contro la vettura; uno di questi ha attraversato la carrozzeria colpendo la donna. Il Pm Giorgio Zenatelli ha disposto ora l'autopsia sul cadavere. Il carabiniere che ha sparato, un giovane di 23 anni, è indagato per omicidio doloso, come atto dovuto.

"Eravamo ad un punto molto avanzato dell'indagine sull'estorsione - ha detto il Procuratore di Verona, Guido Papalia - purtroppo questo è un epilogo tragico che neppure noi potevamo immaginare". Sulla vittima del ricatto non pendeva alcun sospetto di corruzione, come invece millantava Venturini.

Restano da accertare i motivi per i quali la donna avesse organizzato l'estorsione. Susanna Venturini si era separata da poco da un cittadino marocchino con il quale conviveva, e con cui aveva avuto il più piccolo dei suoi tre figli. La donna, molto conosciuta nell'ambiente degli immigrati che risiedono nella zona di Cerea, forse attraversa una fase di difficoltà economica, legata al negozio di 'kebab' che gestiva. Gli investigatori escludono invece che fosse a caccia di denaro perchè preda di usurai.

(4 luglio 2007)
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 Carabiniere Muore In Un Inseguimento
Scritto da BabyPhobe - 4-07-07 22:58 - 1 risposte
Roma, l'appuntato, 37 anni, due figli è stato sbalzato fuori dalla Stilo
Sta bene l'altro carabiniere. Dopo la fuga, il ladro ha dato alle fiamme il veicolo,L'uomo ha numerosi precedenti penali: accusato di omicidio volontario


ROMA - Un appuntato dei carabinieri Roberto Sutera, 37 anni, padre di due bimbe di 3 e 9 anni, è morto questa mattina all'alba dopo che l'auto di servizio, una Fiat Stilo, sulla quale viaggiava è stata speronata e si è ribaltata durante un inseguimento a un furgone "sospetto". Il collega che era con lui, Francesco Denaro, 25 anni, è in buone condizioni: ha subito solo escoriazioni.

Il furgone è stato ritrovato abbandonato e incendiato. L'autista, Massimo Savo Sardaro, 38 anni, residente a Colleferro, e con alle spalle diversi precedenti penali, è stato fermato dai carabinieri in un casolare vicino al cimitero di Zagarolo. L'accusa è quella di omicidio volontario. Il pregiudicato, che al momento si è rifiutato di parlare, era in compagnia di una persona che l'ha aiutato nella fuga, e sulla quale potrebbe pendere un'accusa di favoreggiamento .

Il drammatico episodio è accaduto a Torrenova, a sud di Roma, nei pressi del raccordo autostradale. Il carabiniere morto, che apparteneva alla stazione di San Cesareo, era impegnato nelle ricerche di un furgone bianco segnalato come sospetto. Alla vista del mezzo, i carabinieri si sono lanciati all'inseguimento. A Valmontone, proprio all'imbocco del Grande raccordo anulare, l'incidente.

Secondo una prima ricostruzione il furgone ha speronato l'auto dei carabinieri che ha iniziato una spaventosa carambola. I due agenti sono stati sbalzati fuori dalla Stilo. Sutera è morto sul colpo. L'altro è stato ricoverato al Policlinico Casilino. In un primo momento, anche a causa dello schock, le sue condizioni sembravano serie. Più tardi, i medici hanno fatto sapere che sta abbastanza bene.

Il furgone rubato è stato trovato da poco sulla via Appia nella zona dei Castelli romani. Era stato dato alle fiamme. Del conducente, ovviamente, nessuna traccia. E' partita una caccia all'uomo che, in poche ore, ha dato risultati. Sardaro è stato identificato quasi subito. Una volta capito con chi avevano a che fare, gli inquirenti sono andati quasi a colpo sicuro e l'hanno trovato vicino a Zagarolo.

L'appuntato Roberto Sutera era abituato al pronto intervento. Un carabiniere "allenato e preparato a ogni tipo di imprevisto", così lo descrivono i suoi superiori.
Era nell'Arma dal '91 e da pochi mesi era arrivato alla stazione di San Cesareo. Prima aveva lavorato al nucleo Radiomobile di Palestrina partecipando a numerose operazioni.

Decine i messaggi di cordoglio per il giovane carabiniere e la sua famiglia. Ai messaggi del presidente del Senato e della Camera, sono seguiti quelli del ministro della Difesa Arturo Parisi e del capo della polizia Antonio Manganelli. Alfredo Mantovano (An) ha parlato di "grave tributo di sangue".

"A Roberto piaceva fare il carabiniere ed era uno che non si risparmiava mai, era sempre disponibile con tutti" è il ricordo del padre di Catia Chiapparelli, la compagna di Roberto Sutera.

(4 luglio 2007)
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 Anche D’estate I Volontari Non Si Fermano, Ma La Visita A Sg
Scritto da BabyPhobe - 4-07-07 22:42 - 0 risposte
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Inizio settimana intenso di avvenimenti: Ombrone, cagnolino anziano di una decina di kg, ferito in seguito a uno sbranamento nel canile di Giuliano di Roma (FR) e prelevato nei giorni scorsi per cure grazie al Gruppo Spillo che se ne è fatto carico economicamente, è stato portato in una pensione vicino a Bologna; Mara, dolcissima veterana dello stesso canile, rinchiusa da tanto in un box strettissimo (v. foto in basso a sinistra), è stata prelevata, portata a Bologna e di là trasferita a Senigallia da Francesca che se ne prenderà cura; Fanta, il cucciolo incrocio alano che nel canile di Mazzano si sporgeva da una grondaia per guardare l’erba del prato, ha trovato una meravigliosa adozione a Milano; Prugna, la timida cucciola che aveva sofferto la prigionia (v. foto a destra), separata dal fratellino già adottato, è stata felicemente consegnata alla nuova famiglia e così Thelma e Louise, due delle cucciole trovate in uno scatolone davanti all’ingresso del canile di Giuliano di Roma e portate via dai volontari. Altre tre della stessa cucciolata sono arrivate in un rifugio del veneziano dove saranno disponibili per adozione (sono di taglia medio-piccola, forse sui 13 kg da adulte).user posted image

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La visita di una volontaria nel canile di Sgurgola (FR), invece, sempre di proprietà della cooperativa Percorso Sicuro che gestisce quello di Giuliano di Roma, sembra un bollettino di guerra: due cani con zampe probabilmente fratturate, gonfie, che non appoggiano, rimasti senza cure finché la volontaria non li ha notati (con centinaia di cani rinchiusi, la veterinaria è una sola, saltuariamente presente e tra poco assente per ferie! Non esiste un direttore sanitario stabile alle dipendenze della cooperativa); un cagnolino sofferente con segni di leishmaniosi e destinato a morirne, perché in canile questa malattia - che richiede una terapia costante per non spargere il contagio - non viene curata adeguatamente; tre mamme di taglia varia con cuccioli in allattamento e in totale 32 cuccioli senza cure adeguate di cui alla volontaria è stato possibile fotografarne pochissimi, perché la veterinaria ha dovuto accompagnarla - nel suo poco tempo a disposizione - autorizzandola - come indicato dalla proprietà - a riprendere i cuccioli solo fuori dalle gabbie, prelevandoli uno ad uno.
Ma il personale della Asl non dovrebbe essere più utilmente impiegato per prestare cure mediche ai cani??? Veterinari pagati con denaro pubblico per badare che i volontari non scattino foto mostrando al pubblico la realtà dei canili, mentre ci sono animali con le zampe fratturate e la leishmania da curare???user posted image
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 "non Si Tradisce L'amicizia"
Scritto da BabyPhobe - 3-07-07 22:04 - 0 risposte
Un numero verde contro l'abbandono degli animali, la campagna della Provincia di Milano
3 luglio 2007
Fonte: Assessorato alla politica del territorio e parchi, Agenda 21, mobilità ciclabile, diritti degli animali della Provincia di Milano


Come ogni anno la Provincia di Milano lancia una campagna contro la crudele abitudine, ancora troppo diffusa, di abbandonare gli animali con l'arrivo dell'estate.
Quest'anno lo slogan è "Non si tradisce l'amicizia e vuole attirare" l'attenzione su quanto insensato sia un gesto di abbandono proprio nei confronti degli animali che riversano tutto il loro affetto e soprattutto la loro fiducia negli umani che li accudiscono o dovrebbero farlo. Come sempre, l'appello della Provincia non vuole semplicemente toccare le corde dell'emozione, ma intende essere concreto.
Infatti è attivo tutto l'anno il numero verde 800 99 22 23, chiamando il quale si ottengono informazioni su pensioni per animali, canili, gattili, veterinari, pronto soccorso, associazioni di volontariato, cosa fare in caso di smarrimento e per conoscere alberghi e campeggi che accettano i quattro zampe.

Le cifre dell'abbandono
Difficilmente un cane abbandonato sopravvive più di 15 giorni. Se riesce a superare lo choc iniziale, vive in media al massimo 3 anni
Nel 2006 l'abbandono di animali domestici in Italia, secondo le stime delle associazioni Lega Nazionale per la Difesa del Cane - LAV - Gaia, ha riguardato 100.000 cani e 50.000 gatti.
Il fenomeno raggiunge il suo apice nei mesi di giugno, luglio e agosto: 60 mila abbandoni in tre mesi, ovvero 20 mila al mese, 700 al giorno, 30 ogni ora, uno ogni due minuti.
Il Ministero della Salute in una tabella del 2007, dichiara una popolazione presunta di 461.000 cani randagi e 230.000 cani ospitati nei canili. Secondo le stime della LAV a livello nazionale, i cani detenuti in canili di vario genere sarebbero oltre 1.600.000.
In Lombardia, secondo i dati del servizio veterinario della Regione, le Asl recuperano circa 11 mila cani abbandonati (o smarriti) ogni anno, oltre 900 al mese, più di 30 al giorno.
Negli ultimi dieci anni si sono verificati, nella sola rete autostradale, 45mila incidenti stradali gravi causati da animali abbandonati e/o smarriti e/o randagi, con 4.000 feriti e 200 morti
La legge nr. 189/2004 prevede per chi abbandona animali domestici: arresto fino ad un anno o ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro.
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 Brescia, Sassi Dal Cavalcavia
Scritto da BabyPhobe - 3-07-07 21:42 - 0 risposte
Sulla statale 19 sono state colpite due vetture nella notte
Su una viaggiava una coppia di ritorno da un concerto


BRESCIA - Tornano i sassi dal cavalcavia: nella notte un'automobile è stata colpita da un sasso nel Bresciano. Nessuna conseguenza grave, fortunatamente, per la coppia che viaggiava nella vettura: Bruno Santori, direttore d'orchestra bergamasco, è infatti riuscito ad accostare senza perdere il controllo del mezzo. Sua moglie, Patrizia Legler, è stata colpita solo di striscio a una spalla.

I due erano sulla statale 19 Travagliato-Ospitaletto, nella periferia di Travagliato, in viaggio per tornare a casa a Ponte San Pietro. All'improvviso lo schianto sul parabrezza della Peugeot 1007, dal lato del passeggero: un masso delle dimensioni di un pugno era stato lanciato dall'alto. "Non sono riuscito neppure a rendermi conto di quello che stava accadendo - spiega Santori - Ho sentito uno schianto e visto il parabrezza in frantumi. Per alcuni secondi ho temuto che Patrizia fosse stata colpita al volto".

I due coniugi hanno incrociato, sulla stessa strada, anche un giovane bresciano a cui era accaduta la stessa cosa. Il ragazzo era illeso ma in stato di shock accanto alla sua Audi A3. La coppia, che stava rincasando dopo un concerto dei Nomadi, ha avvisato gli organizzatori dell'evento affinché mettessero in guardia gli altri spettatori.

(3 luglio 2007)
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 Incendio Al Petrolchimico Di Marghera
Scritto da BabyPhobe - 3-07-07 21:38 - 0 risposte
VENEZIA - L'incendio che si era sviluppato in un deposito di plastici della Syndial, azienda all'interno del Petrolchimico di Porto Marghera, è stato domato. In mattinata da Venezia era visibile una grande nube nera proveniente dal polo industriale. La Protezione civile, che continuerà a monitorare la situazione assieme ai vigili del fuoco e ad Arpav sino al riavvio dei processi di produzione, conferma che al momento non vi sono problemi per la popolazione. E non ci sarebbero conseguenze neppure per gli operai. La mattinata, a Venezia, però, è stata tutt'altro che tranquilla. La nube ha creato ansia e preoccupazione tra gente che, purtroppo, è abituata a convivere con questo tipo di problemi.

La combustione è risultata particolarmente visibile per "un disservizio al vapore di diluizione di una delle due torce" a cui vengono inviati i prodotti di processo per l'eliminazione. Lo ha comunicato il direttore del Dipartimento provinciale dell'Arpav, Renzo Biancotto. A causa dell'incendio, infatti l'impianto, CR1-3 è andato in blocco, inviando la produzione alle torce di Fusina come da procedura di sicurezza. L'incendio è stato controllato dai pompieri aziendali coadiuvati dai Vigili del fuoco. Arpav ha attivato la rete di campionamento denominata 'Simage'.

Sull'episodio interviene il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. ''C'è chi si ricorda di quanto andavo dicendo sulla necessità di cacciare via da Porto Marghera la chimica cattiva'? Ed ecco che ci risiamo ancora una volta - afferma Galan - con episodi che fanno emergere il grave problema delle industrie a rischio di incidente rilevante''.

Immediata anche l'interrogazione del deputato di Rifondazione Paolo Cacciari. Nel testo si sottolinea che "nell'area chimica di Porto Marghera si susseguono incidenti industriali malamente minimizzati dalle direzioni aziendali", tra cui quello che "appena 10 giorni fa ha coinvolto la Polimeri Europa". Cacciari parla di "svendita" di tutti i vecchi impianti di Porto Marghera "a vantaggio di Ineos e di Syndial (Eni)" e chiede "se il Governo sia intenzionato a proseguire nello sviluppo di politiche ecocompatibili di riconversione del polo chimico di Marghera, come richiesto dalla popolazione interessata".

(3 luglio 2007)
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 Newsletter Oipa Del 29 Giugno 2007
Scritto da BabyPhobe - 2-07-07 17:20 - 0 risposte
TRE IMPORTANTI VITTORIE DELL’OIPA PER GLI ANIMALI!

La nostra voce ancora una volta è stata la loro voce ed è riuscita a chiedere Giustizia. Continuate sempre, per favore, a firmare i nostri appelli e a diffonderli, gli animali non possono parlare, ma noi con una semplice firma possiamo contribuire a cambiare il loro futuro.



IL PARLAMENTO EUROPEO DICE NO ALLE PELLICCE DI CANE E DI GATTO

E’ stato un lungo viaggio verso la vittoria per oltre 2 milioni di cani e gatti, un grande risultato frutto di anni di intenso lavoro e grande collaborazione che hanno visto l’OIPA in prima fila insieme alle 161 leghe membro dell’OIPA Internazionale e i Delegati esteri che hanno dato vita, nei rispettivi territori, ad appelli, petizioni e campagne di sensibilizzazione.
Con loro abbiamo anche realizzato un’accurata documentazione sulla produzione di pellicce in Cina: http://www.oipaitalia.com/index_pellicce_canegatto.html
L’OIPA ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto la campagna, le nostre petizioni ed i nostri appelli: le nostre voci unite hanno permesso di combattere non solo questo crudele commercio, ma anche di svelare agli occhi del mondo la terribile realtà vissuta da tutti gli animali in Cina.

Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/pellicce/campagn...parlamento.html

Firma la petizione contro gli allevamenti di animali da pelliccia alla pagina

http://www.oipaitalia.com/pellicce/allevamenti.html



BANDO DELLA CARNE DI CANE NELLE FILIPPINE

Nelle Filippine per tradizione i cani erano sacrificati e la loro carne mangiata quando una famiglia si trovava ad affrontare periodi difficili o la morte di un congiunto poiché vi era la convinzione che lo spirito dell’animale proteggesse gli spiriti della famiglia in vita.
I cani sono mangiati principalmente in Cina e Corea, e in minor misura in parte della Cambogia, Laos, Filippine, Myanmar, le parti asiatiche dell’ex unione sovietica, Tailandia e Vietnam.

L’OIPA è intervenuta più volte, sia tramite appelli sia tramite le leghe membro ed i Delegati esteri, per chiedere un intervento legislativo a protezione degli animali atto a vietare definitivamente la commercializzazione della carne di cane e a sanzionare i responsabili del commercio illegale.

Nel mese di giugno la nostra voce è stata ascoltata: il Congresso ha finalmente approvato una nuova legge che vieta il commercio di carne di cane ed inoltre promuove l’eliminazione della Rabbia attraverso un obbligo di vaccinazione degli animali.

Leggi la notizia alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/notiz...pine-bando.html



ANNULLATA LA CORSA DI CAVALLI DEL PALIO DI ALCAMO

In seguito all’esposto della sezione dell’OIPA di Trapani e provincia, (vedi articolo La Sicilia) la manifestazione del Palio di Alcamo, che avrebbe visto dei cavalli correre in un circuito cittadino, inventato appositamente, in occasione del palio previsto per il 18-19 giugno ad Alcamo, è stato annullato.
L’OIPA ringrazia il Prefetto, Dott. Finazzo, per aver dato seguito al nostro esposto annullando la corsa dei cavalli ad Alcamo.



STERILIZZAZIONI E RANDAGISMO A CATANIA

A Catania il Randagismo è un male cronico, e a quanto pare, incurabile.

Sono molte le denunce e le segnalazioni dei cittadini in riferimento ad animali feriti per strada e lasciati sul posto ad agonizzare. In quasi un anno le sterilizzazioni effettuate sono state circa 25. Insomma una goccia nell'oceano. I cittadini catanesi devono fare i conti con branchi di cani che hanno invaso la città, dal centro alle periferie. E che i poveri animali, spesso fanno le spese di una prevedibile intolleranza della cittadinanza, che per sbarazzarsi dei randagi adopera mezzi brutali.

Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/appelli/catania.html



PRESENTAZIONE DEL COMITATO DEGLI AMICI DEI GATTI DEL CASTELLO

Sabato 30 giugno 2007
Libreria del Castello
Castello sforzesco - cortile delle Armi - Milano
Ore 16:00

Il Garante per la Tutela degli animali del Comune di Milano, Gianluca Comazzi invita i cittadini a partecipare all’incontro sul tema “Gatti del Castello: rapporto alla città”, che si terrà sabato 30 giugno alle ore 16.00 presso la Libreria del Castello (Castello Sforzesco – cortile delle Armi).
A un anno circa dalla nascita del Comitato “Amici gatti del Castello” di cui l’OIPA è promotrice, si organizza un incontro pubblico rivolto a tutti i cittadini che hanno avuto a cuore il benessere e la cura di questa colonia felina.

Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/giugno_castello.html



Ricordati di firmare tutti gli altri appelli e le petizioni delle campagne OIPA sul sito

www.appelliperglianimali.it



Bastano pochi minuti che possono essere sufficienti per contribuire a salvare la vita di numerosi animali!



Se non vuoi più ricevere la newsletter dell'OIPA manda una mail a info@oipaitalia.com con la richiesta di cancellazione dalla lista.



OIPA Italia Onlus

Organizzazione Internazionale Protezione Animali

ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU

Via Passerini 18 - 20162 Milano - Tel/Fax 02 6427882

info@oipaitalia.com

www.oipaitalia.com

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 Asti, Muore Un Ragazzo Di 11 Anni
Scritto da BabyPhobe - 2-07-07 16:09 - 0 risposte
Il ragazzo era nella taverna dove il padre custodiva 6 fucili
Inutile la corsa del 118, la morte è stata istantanea,Mostrava l'arma all'amico ed è partito un colpo accidentale


Voleva far vedere il fucile del padre a un suo amico, ma è partito un colpo accidentale e il gioco si è trasformato in tragedia. È accaduto questa mattina in provincia di Asti, dove è morto un ragazzo di appena 11 anni. Il proiettile lo ha colpito alla mandibola e per l'adolescente non c'è stato nulla da fare.

Il giovane ragazzo si trovava nella tavernetta di casa in compagnia del suo compagno di banco. In un armadio chiuso a chiave, il padre custodiva sei fucili da caccia. L'undicenne sarebbe riuscito ad aprire il mobile e ne avrebbe preso uno per mostrarlo all'amico. Il fucile era carico e nel maneggiarlo il ragazzo ha premuto il grilletto.

In quel momento nella casa c'era la madre, che dalla cucina ha sentito lo sparo e ha subito chiamato i soccorsi. L'intervento dei medici del 118 è stato però inutile. Il ragazzo è deceduto sul colpo. Il proiettile lo ha raggiunto alla mandibola, e la morte è stata istantanea.

(2 luglio 2007)
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 Venezia-trieste, L'autostrada Imbuto
Scritto da BabyPhobe - 2-07-07 15:44 - 0 risposte
Contabilizzate nel 2006 oltre 2.776 ore di coda per traffico intenso, 431 ore per incidenti
Da oggi divieto di sorpasso per i camion, a fine mese il primo tratto del passante di Mestre,Incubo Tir e vacanzieri stremati. Estate al via tra gli incidenti


VENEZIA - Meglio neanche guardarlo, quel display luminoso che al casello di Mestre Villabona accoglie gli automobilisti in arrivo da ovest, e che scandisce i giorni mancanti all'apertura del nuovo passante, da qui a poco più di un anno. E sarà effimera la consolazione di chi, già a fine luglio, potrà percorrerne i primi 8 chilometri nel tratto tra Mogliano e Quarto d'Altino.

Perché il giorno dell'attesa liberazione del popolo delle quattroruote, dopo lustri di quotidiana pena lungo la famigerata tangenziale di Mestre, segnerà in realtà l'apertura di un nuovo e più sfibrante tormentone: doversi infilare in una tangenziale-bis lunga dieci volte tanto, come sta già diventando l'autostrada A4 tra Venezia e Trieste. Un budello a due corsie solcato ogni giorno da 28mila Tir in gran parte stranieri, e da 81mila automobili, per i quali l'innesto con il nuovo passante a tre corsie rappresenterà il collo di un micidiale imbuto.

L'anteprima c'è già, e con impressionante cadenza. L'ultima della serie giovedì 28 giugno, quando un pulmino si è schiantato contro un Tir all'altezza di Quarto d'Altino: due morti e sette feriti, autostrada chiusa per tre ore, coda di 20 chilometri. La tragica fine di un giugno maledetto: mercoledì 20, quando per un tamponamento tra camion (un morto e due feriti) tra Marcon e Quarto d'Altino si era dovuto chiudere l'A4 per quattro ore. Appena tre giorni prima, la chiusura era scattata due volte, mattina e pomeriggio, sempre per tamponamenti tra mezzi pesanti. E il 14 giugno si era dovuto attuarla per sei ore, dopo che un'autocisterna finita fuori strada aveva perso il carico di acido cloridrico. Cinque chiusure in due settimane; e ogni volta i forzati del volante cercano uno sfogo sulla viabilità ordinaria, con il risultato di paralizzare l'intero Veneto centrale.

Sono esasperati anche i sindaci, oltre che automobilisti e camionisti. "Ormai siamo al collasso", denuncia Alessandro Nardese, primo cittadino di Noventa di Piave. E spiega: "Il cuore del paese è a meno di un chilometro dal casello, così finisce che quando c'è congestione in autostrada ci troviamo i Tir in piazza. Siamo al paradosso che l'inquinamento è più alto in centro che in zona industriale...". Ha un diavolo per capello pure il suo collega di Quarto d'Altino, Loredano Marcassa: "Non è possibile che quasi ogni giorno cinque o sei vigili urbani debbano mollare tutto per andare a smistare il traffico che dalla tangenziale si riversa sulle strade interne". E Francesca Zaccariotto, sindaco di San Donà, lancia una protesta-proposta: "La Regione Veneto chieda al gestore dell'autostrada il rimborso per i pedaggi pagati dagli automobilisti costretti ad uscire. Con quei soldi rifacciamo il manto stradale nei Comuni usati come vie di sfogo".

Cosa risponde il gestore chiamato in causa un po' da tutti i Comuni interessanti, Autovie Venete? A sua volta con una denuncia pesante, formulata dal presidente Giorgio Santuz, uno che della questione se ne intende essendo stato ministro dei Trasporti nella prima Repubblica: "La soluzione è la terza corsia. Che noi avevamo previsto sull'intero percorso Trieste-Venezia già nella prima bozza del piano finanziario del 1999. Ma l'Anas ha ammesso solo il tratto tra San Donà e Quarto d'Altino, ritenendo che i flussi di traffico da noi previsti non giustificassero l'investimento su tutto il tracciato".

Chissà chi l'ha fatta, quella controstima. Perché i numeri parlano in maniera impietosamente chiara: negli ultimi dieci anni, specie a seguito dell'allargamento verso est della casa comune europea, i transiti sono passati da 31 a quasi 40 milioni di veicoli l'anno, con un incremento del 27 per cento, che riferito ai soli mezzi pesanti supera il 56. E nell'arco del 2006, sono state contabilizzate 2.776 ore di coda per traffico intenso, 473 per cantieri e 431 per incidenti. Come dire che un giorno su tre ci si è trovati tutti fermi, disperatamente.

Più il tempo passa, più la situazione peggiora: nel primo trimestre di quest'anno l'aumento complessivo è stato del 6 per cento, con una quota di mezzi pesanti pari al 10. "Se continua questo trend, nell'arco di 6-7 anni sull'A4 avremo un raddoppio dei camion, il che vuol dire la paralisi quotidiana", segnala Santuz. Il "se" in realtà è pleonastico: perché i rimedi, per quanto si faccia, arriveranno comunque dopo. Per ora, in seguito alla già citata decisione dell'Anas, si stanno predisponendo le carte solo per il tratto tra San Donà e Quarto d'Altino: bene che vada, con le procedure ordinarie i cantieri non apriranno prima della fine del 2010, e ci vorranno almeno tre anni per i lavori; il che significa che il primo camionista e il primo automobilista non potranno usufruire della terza corsia prima del 2014. Quanto al resto, fino a Trieste, meglio non fare previsioni, se non una: sarà un calvario a confronto del quale la tangenziale di Mestre sembrerà un'oasi.

Proprio per questo i governatori delle due Regioni interessate, Giancarlo Galan per il Veneto e Riccardo Illy per il Friuli-Venezia Giulia, hanno spedito in questi giorni una lettera bipartisan a firme congiunte a Romano Prodi, per chiedere la proclamazione dello stato di emergenza sull'intera A4. Il che in soldoni significa bypassare l'ordinaria lungaggine burocratica degli incartamenti, e nominare un commissario che prenda in mano la terza corsia, proprio com'è stato fatto per il passante di Mestre; soluzione che a Roma è stata peraltro bocciata dal ministro competente, Antonio Di Pietro, il quale a stretto giro di posta ha replicato ai due presidenti che lui di commissari non ne vuol sapere, e che se proprio lo vogliono se lo paghino. Sta di fatto che con il commissario in campo, per i 20 chilometri della San Donà-Quarto d'Altino (costo 300 milioni di euro), e per i quali a differenza del resto dell'autostrada c'è già l'accordo sul tracciato, si possono risparmiare un paio d'anni; e sarebbe tanta grazia.

Già, ma intanto? Intanto, risponde Illy, occorre puntare su misure-tampone: "L'attuale congestione era ampiamente prevista, ora ci troviamo di fronte al serio rischio di una chiusura continua dell'autostrada. Aspettando la terza corsia, la soluzione è vietare i sorpassi ai mezzi pesanti 24 ore su 24, controllare le distanze di sicurezza, e aumentare i pedaggi per i Tir, che tra l'altro consumano l'autostrada dieci volte di più delle automobili, ma pagano solo il doppio". Hanno cominciato ad ascoltarlo: da oggi, in via sperimentale, scatterà il divieto di sorpasso fra mezzi pesanti in un tratto di 4 km a ridosso di Mestre, e verranno ridotti i limiti di velocità, da 100 a 60 all'ora. Ma rimane comunque un'aspirina per curare un tumore. E tutti (o quasi) ne sono consapevoli.

(2 luglio 2007)
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